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L’Italia si qualifica con due turni di anticipo ai Mondiali in Brasile.

brasile-italiaBrasile aspettaci! E’ il caso di dirlo dopo la vittoria di ieri sera, martedì 10 settembre 2013, con cui gli azzurri si sono imposti sulla Repubblica Ceca, dopo 90 minuti dutt’altro che semplici. Al termine della gara, comunque (ed è forse l’unica cosa che conta) con la vittorio per 2 – 1, ed i contemporanei risultati delle altre squadre, l’Italia, per la prima volta nella sua storia, è riuscita a qualificarsi ai Mondiali che si terranno in Brasile nel 2014 con due turni di anticipo. Questo è il risultato, oltre che del lavoro di questi anni, soprattutto di questa “due giorni” di nazionale che ha visto prima la vittoria contro la Bulgaria per 1 – 0, nella cornice dello stadio Barbera di Palermo, e poi la vittoria di ieri seri, che ha “battezzato” d’azzurro lo Juventus Stadium, alla prima “ospitata” nei confronti della nostra nazionale.

Certo che alla fine del primo tempo era difficile da credere che gli azzurri sarebbero riusciti a ribaltare il risultato che ci vedeva soccombere a causa del gol dell’ex laziale Kozack; fatto sta che proprio uno juventino D.O.C. come Chiellini ha pensato bene di sbloccare la lunga serie di calci d’angolo che stavano collezionando gli azzurri, e di cambiare il verso della partita, pareggiando l’incontro di testa al 51′ del secondo tempo. Poi ci ha pensato un Balotelli che su azione fino allora aveva sprecato l’impossibile: subisce fallo in area e si incarica di battere il rigore, portando l’Italia ai Mondiali (certo è che su rigore Balotelli ha una media impressionante il 100% di realizzazioni!).

Così se Gilardino era stato l’eroe di Palermo, allo Juventus Stadium ci ha pensato Balotelli; il vecchio ed il nuovo, ma sempre in ognuna delle due partite c’è stato in qualche modo anche lo zampino di un bianconero. Buffon aveva tenuto in partita l’Italia contro la Bulgaria, con almeno tre parate strepitose, e ieri Chiellini ha cambiato con il suo gol di testa l’inerzia della partita. Cosa dire quindi? Che la nazionale di Prandelli ha adempiuto bene il proprio primo compito: la qualificazione non è un traguardo ma solo l’inizio.

Fatto sta che il tecnico azzurro ha saputo dimostrare in questi anni di essere un buon “selezionatore”; se pensiamo alla prima nazionale azzurra da lui allenata ci rendiamo conto come soprattutto a centrocampo le cose siano cambiate: meno uomini di ordine e di geometria e più uomini di fantasia. Fatto sta che non crediamo sia stata una mossa tattica: i Cerci, i Candreva, i Diamanti sono quanto di meglio il nostro calcio riesce ad esprimere in questo periodo, mentre mancano i gli Ambrosini, i Gattuso, i Pirlo e Montolivo, che sono gli ultimi centrocampisti italiani di quel genere (se escludiamo Verratti). Ad ogni modo Prandelli ha dimostrato finora di riuscire a raggiungere discreti risultati valorizzando il “capitale umano” a disposizione; e questo è sicuramente confortante anche per il futuro

L’Italia si qualifica con due turni di anticipo ai Mondiali in Brasile.ultima modifica: 2013-09-11T18:11:55+00:00da curadicalcio
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